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per la prevenzione del tumore alla mammella

Il tumore della mammella è il più frequente tra le donne in Italia.

Oggi è sempre più curabile, ma solo se scoperto in tempo.

Le mammelle non sono tutte uguali: conoscerle è parte fondamentale della prevenzione. L’urologo è all’uomo ciò che il senologo è alla donna: un punto di riferimento costante, non solo in caso di problemi.

La diagnosi precoce salva la vita. Scoprire un tumore in fase iniziale permette di:

  • Naffrontare cure meno invasive
  • Nottenere risultati estetici migliori con la chirurgia ricostruttiva
  • Nproteggere la qualità di vita
  • Naumentare sensibilmente le probabilità di guarigione
A che età devo iniziare a controllarmi?

Lo screening per il tumore alla mammella è consigliato a tutte le donne asintomatiche a partire dai 40 anni, da ripetere regolarmente per tutta la vita.

Se hai una familiarità per tumore al seno, una mutazione genetica nota o hai ricevuto in passato radioterapia toracica, è importante iniziare prima, con un percorso di prevenzione personalizzato.

Quali sono i fattori di rischio del tumore al seno?

Età: rischio crescente dai 50 ai 70 anni, ma in aumento anche tra le giovani.
Familiarità e genetica.
Fattori ormonali: menopausa tardiva, uso prolungato di contraccettivi o terapia ormonale sostitutiva.
Stile di vita: obesità, dieta ricca di grassi, sedentarietà, consumo di alcol.

Quali esami servono per la prevenzione?

I principali strumenti diagnostici sono:
Mammografia (2D e 3D con tomosintesi) È il metodo più affidabile per individuare lesioni molto piccole, spesso non ancora palpabili. La tomosintesi (mammografia 3D) è particolarmente utile nei seni densi, perché consente una visione più dettagliata e riduce il rischio di falsi negativi.

Ecografia mammaria Complementare alla mammografia, è utile per valutare meglio i tessuti ghiandolari e riconoscere noduli o cisti.
Nelle donne sotto i 40 anni è l’esame di prima scelta, insieme alla visita senologica.
Esami di secondo livello in caso di dubbi o anomalie. Si possono eseguire:

  • Mammografia con mdc (CESM)
  • Risonanza magnetica con mezzo di contrasto
  • Ago aspirato o biopsia tru-cut
  • Visita senologica specialistica
Ogni quanto devo fare la mammografia?

Almeno ogni 2 anni, anche in assenza di sintomi.
Se ci sono fattori di rischio la mammografia va eseguita almeno 1 volta all’anno.

Porta sempre con te gli esami precedenti: il confronto con le immagini è fondamentale per valutare eventuali cambiamenti nel tempo.

Cosa succede se l’esame è positivo?

Se è positivo o dubbio, si approfondisce con esami di secondo livello.
Se viene confermato un tumore, si definisce insieme allo specialista il percorso terapeutico personalizzato.
Se l’esame è negativo, si continua con i controlli periodici.

È vero che alcuni tumori sfuggono alla mammografia?

Alcuni tumori possono svilupparsi anche poco dopo una mammografia negativa, specialmente nei seni densi.
Per questo è importante auto esaminare regolarmente il seno e fare attenzione a segnali come:

  • secrezioni dal capezzolo
  • retrazioni o cambiamenti della cute
  • noduli
  • asimmetrie o sensazioni di addensamento.
Le mammelle sono tutte uguali?

No, ogni donna ha una struttura mammaria diversa, e questa può cambiare con l’età.
Le mammelle si dividono in:

  • trasparenti (poco tessuto ghiandolare)
  • miste (moderatamente ghiandolari)
  • dense (molto ghiandolari)

Le mammelle dense sono più difficili da leggere con la mammografia tradizionale e sono anche associate a un maggiore rischio di sviluppare tumore.
In questi casi, la mammografia con tomosintesi 3D è lo strumento più indicato, in associazione all’ecografia.

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